Sono almeno 50.000 in provincia di Parma gli alloggi sfitti. Eppure mai come ora non c’è casa per tutti.
Sono tanti gli italiani che non godono di un pieno diritto all’abitare. Ma sono anche tantissimi gli stranieri e i rifugiati a restare senza casa e accoglienza. Ai problemi di reddito e contratto di lavoro, condivisi con gli italiani impoveriti e precarizzati, si aggiungono difficoltà legate alla condizione giuridica e al crescente razzismo di proprietari e agenzie immobiliari.
Dalla fine del 2018, dopo l’approvazione del decreto immigrazione e sicurezza, anche a Parma come nel resto di Italia è aumentato il numero dei migranti forzati esclusi dai progetti istituzionali di accoglienza: persone che prima potevano godere di servizi e tutele per facilitare il loro percorso di autonomia e integrazione, e che invece oggi rimangono sui territori, più vulnerabili che mai.
Le risposte istituzionali e della società civile non sono sufficienti. E così per alcuni non c’è alternativa al vivere all’addiaccio: sotto un ponte o in fabbriche abbandonate, mettendo a rischio giorno e notte la propria sicurezza e incolumità.