MAURO

58 anni, Italia

Sono un musicista. Sono nato nel 1960 a Mamiano, in provincia di Parma.

Ho cominciato a suonare la chitarra da bambino, da solo. Poi ho studiato pianoforte al Conservatorio.
Sono vent’anni che non suono uno strumento tradizionale. Gli strumenti che preferisco sono tutti gli oggetti che suonano ed emettono un rumore.

La scuola di italiano di Artlab è articolata lungo quattro giorni della settimana che sono lunedì, martedì, mercoledì, giovedì.

Ho scelto di entrare in questo luogo dove si insegna l’italiano agli extracomunitari, perché ritenevo di dover fare qualcosa di pratico. E anche eventualmente combattere chi si dichiara o fa affermazioni razziste e fare qualcosa di sostanzioso e concreto.

Cittadinanza italiana

In Italia la cittadinanza segue principalmente il criterio dello ius sanguinis, pertanto è cittadino italiano chi discende da cittadini italiani.

Ciò fa sì che l’acquisizione della cittadinanza sia facile per i discendenti di italiani che risiedono all’estero e difficile per i cittadini di origine straniera residenti (ius domicilii) o addirittura nati in Italia (ius soli). Infatti oggi chi vive regolarmente in Italia può fare richiesta della cittadinanza solo dopo 10 anni di permanenza regolare e ininterrotta e può attendere anni la risposta.

Addirittura, i ragazzi di seconda generazione, nati in Italia da entrambi i genitori stranieri, possono diventare cittadini solo dopo il diciottesimo anno di età: ciò fa sì che oggi risiedano nel nostro paese più di un milione di minorenni privi della cittadinanza e dei diritti a essa connessi.

Più volte negli ultimi anni si è acceso il dibattito su una possibile riforma della legge sulla cittadinanza ma per lo più con tiepide o ostili reazioni a livello parlamentare, tanto che anche le più prudenti proposte in termini di ius culturae – ottenimento della cittadinanza basata sul compimento di un ciclo di studi e altri requisiti, tra i quali la nascita in Italia o l’ingresso nel paese entro i 18 anni d’età – si sono arenate.